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Ti trovi qui:   HomeIntervisteRapItaly - Intervista ai Royal Rhymes in uscita con l'album dall'omonimo nome.
Pubblicato 23 Gennaio 2012

Il duo Royal Rhymes, composto dai rapper Fred de Palma e Dirty C, ci ha rilasciato questa piacevole intervista:


RapItaly: Innanzitutto, da quanto vi conoscete, come vi siete conosciuti e cosa vi ha spinto a creare il gruppo "Royal Rhymes" ? Inoltre raccontateci del vostro approccio con l'Hip Hop.
R.R: Ci conosciamo da 4 anni ormai, anche se il progetto inerente al disco è partito da poco più di un anno. Ci siamo conosciuti tramite amici in comune in un periodo in cui entrambi volevamo iniziare il rispettivo disco da solista. All’inizio abbiamo incominciato con una collaborazione, fino ad arrivare alla nascita dei Royal Rhymes. I motivi di questa scelta sono molti, a partire dal fatto che nonostante abbiamo delle caratteristiche differenti abbiamo uno stile comune e una forte intesa che ci porta a lavorare al meglio, senza che le nostre personalità ne risentano. Per quanto riguarda l’approccio con l’hip-hop, abbiamo cominciato come molti, avvicinandoci dapprima ai rappers americani fino ad arrivare a quelli italiani. Grazie al film “8 Mile”, oltre ad Eminem che già ascoltavamo dai tempi di “The Marshall Maters Ep”, scoprimmo i big del rap USA, ovvero Tupac, Biggie, Rakim, Wu Tang Clan, Mobb Deep, Nas, ecc. S’incominciò quindi a fare freestyle con gli amici, così per gioco, fino a alla decisione di provare a scrivere anche dei testi, nei quali descrivevamo la nostra realtà, dando voce ai pensieri. 

Rapitaly: Quali sono i rapper e i produttori italiani che ascoltate con maggiore piacere e soprattutto quali sono le vostre fonti di ispirazione ?
R.R: Alcuni fra i rappers che preferiamo sono sicuramente Marracash, Emis Killa, i Dogo, i Two Fingerz e Jack The Smoker, mentre per quanto concerne le produzioni Don Joe, Big Fish e Big Joe. Le fonti di ispirazione artistica arrivano più che altro da oltre oceano. Sebbene i nomi citati fanno parte del della rosa di nomi  che ascoltiamo di più, cerchiamo sempre di non venire “influenzati” dal flow, dal timbro di voce e dalle metriche degli artisti italiani.

RapItaly: Oggigiorno, quando la gente parla di Rap Italiano tende a differenziarlo in  "Underground" e  "Commerciale". Cosa ne pensate a riguardo ?
R.R: È una differenzazione che toglie energia alla musica stessa, e che limita moltissimo. Non si sa nemmeno bene cosa significhi essere underground o essere commerciali, se provassimo a chiederlo in giro riceveremmo delle risposte stupide e prive di significato, e comunque tutte diverse. Per molti essere underground significa essere davvero rap, mentre chi è commerciale pensa solo ai soldi e all’immagine e non è un rapper. È una divisione dettata dall’ignoranza e molto spesso dall’invidia nei confronti di chi è riuscito a fare della propria passione un lavoro. Noi personalmente rinunciamo alle barriere e ai confini sia nella vita che nella musica, per noi esiste il rap, poi lo si può anche suddividere in generi, o magari definire un pezzo più conscious mentre un altro più da punchlines, uno più crudo mentre l’altro più descrittivo e via dicendo. Aboliremmo quei termini e soprattutto eviterei di parlare di hip-hop in Italia, poiché è una cultura che purtroppo non riesce a svilupparsi come in altri paesi.

Rapitaly: Il Vostro Album dall'omonimo titolo "Royal Rhymes" è appena uscito per la Trumen Records e vanta numerose collaborazioni. Spiccano i nomi di Guè Pequeno dei Club Dogo, Emis Killa e Zuli.

Com'è nato questo progetto? Com'è nata la collaborazione con la Trumen e come sono nate le collaborazioni presenti sull'album e in più, cosa vi aspettate con l'uscita di "Royal Rhymes"? Descrivete inoltre il disco con 3 aggettivi!

R.R: Questo progetto è nato come tanti altri, con tanta passione e tanta voglia di dire la propria. Dapprima iniziammo il disco al Purple Studio, studio di registrazione gestito dalla Purple Finest, in collaborazione con dj Fede, una personalità di spicco della scena italiana, che riuscì a farci entrare in contatto con la Trumen Records. L’intesa con il nostro attuale staff fu subito forte e ci sentimmo davvero a nostro agio fin dal principio, e questo sicuramente è uno dei fattori che ci ha portato a collaborare e crescere con questa giovane etichetta! Cominciammo a lavorare ai pezzi in maniera se vogliamo più professionale, e in qualche mese il disco riuscì a prendere forma. I vari featuring presenti nel disco sono nati tutti in modo diverso, Guè riuscimmo a contattarlo grazie a dj Fede e si mostro da subito interessato a collaborare con noi, Emis Killa è da tempo un nostro caro amico e la collaborazione nacque in maniera spontanea, stesso discorso per Cicco Sanchez,  fra l’altro anche lui artista della Trumen Records. Zuli, Rox e Mulinu furono contattati dei nostri produttori per aggiungere ancora più potenza e incisività nei ritornelli, mentre Kevin Hustle lo conoscemmo in occasione di una collaborazione fra Trumen e Vacca. Questo disco è una vera e propria scommessa, come suggerisce anche la copertina che ci ritrae ad un tavolo di poker al momento di un all in. Stiamo cercando di imporci nella scena rap e di creare il nostro seguito facendo ciò che più ci piace, e cercando di trasformarlo in un’occupazione vera e propria. Se dovessimo descrivere il disco in 3 aggettivi, lo definiremmo diretto, potente e incisivo!

RapItaly: "Royal Rhimes" è stato anticipato dal video-singolo "Sopravvissuti" con la collaborazione di Zuli. Il video in 4 mesi ha raggiunto oltre 70mila visite, ricevendo un ottimo riscontro di pubblico. Questo è già un grande traguardo per un gruppo emergente come il vostro. Oggigiorno il genere musicale Rap Italiano sta diventando sempre più seguito dalla massa e rispetto ad un tempo ci sono tantissimi progetti sempre in uscita, nonostante la difficile situazione discografica che viviamo. Il web sembra sfornare tantissimi artisti e tantissima musica, anche se molto spesso "scadente". Voi che vi presentate invece con un progetto di tutto rispetto e di alta qualità, quanto pensate sia difficile riuscire ad emergere discograficamente e soprattutto far risuonare il nome "Royal Rhymes" in una situazione di "bolgia infernale" come quella che stiamo vivendo?
R.R: “Sopravvissuti” è stata ed è una grande soddisfazione, non tanto per un discorso di views ma per un discorso generale di appoggio da parte del pubblico, che ha gradito e ha percepito la passione che ci mettiamo in quello che facciamo. È sicuramente un traguardo molto importante che ci spinge ogni giorno a dare del nostro meglio e a continuare in quest’avventura. Emergere è difficile, sia per la forte competizione artistica con gli altri rappers sia perché il web è stato un’arma a doppio taglio, ovvero ha permesso più visibilità per tutti, una sorta di democrazia artistica in cui tutti possono dire la loro. Questo ha portato sia alla scoperta di nuovi talenti, sia ad una diffusione di materiale scadente che tende a nascondere i veri talenti che cercano di sgomitare per ritagliarsi un posto all’interno della scena nazionale.

RapItaly: Con l'uscita dell'album immagino siete in preparazione di un Tour. E' possibile già sapere qualche data?
R.R: Al momento è presto per parlare di un vero e proprio tour, stiamo valutando alcune proposte di agenzie di booking per realizzare più date possibili in più città italiane.

Rapitaly: Forse è troppo presto chiederlo, ma state lavorando o pensando già a qualche nuovo progetto per il dopo "Royal Rhymes" ?
R.R: In effetti è un po’ presto per parlare di un dopo “Royal Rhymes”! Vi anticipiamo comunque che a brevissimo cominceranno i lavori del prossimo album sempre con Trumen Records e The Saifam Group. Inoltre le collaborazioni con vari artisti saranno davvero numerose nei prossimi mesi, come anche l’uscita di qualche nuovo mixtape.

RapItaly: E' stato un piacere chiacchierare con voi e vi auguriamo tutto il bene possibile per la vostra carriera! Alla prossima e di nuovo in Bocca al Lupo!


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